Viticoltura in Italia

Viticoltura in Italia

L’Italia è da sempre conosciuta nel mondo per la ricchezza e varietà della sua proposta enogastronomica. Un vero e proprio modo di intendere la tavola che, oltre alla vastità di prodotti e piatti tipici che si differenziano di regione in regione, ha un altro protagonista immancabile: il vino.

Rossi, bianchi, rosé, perfino “aranciati”, i vini italiani seguono una vera e propria filosofia enologica, attenta alla qualità, alla naturalezza e alla genuinità dei propri prodotti. Le cantine e aziende agricole, di conseguenza, mettono il rispetto del territorio al primo posto nella propria politica di produzione.

Anche il consumo vinicolo da parte degli italiani è emblema di quella leggerezza e spensieratezza che da sempre contraddistinguono il nostro Paese nell’immaginario collettivo: il vino è quindi associato ad un uso quotidiano, da “buongustaio”, e perfetto per essere abbinato ad ogni pasto e alimento.

Attenzione alla qualità: i sigilli dei vini italiani

Lo scenario enologo in Italia si presenta estremamente ampio e composito: il XXXI volume del libro Storia della Vitivinicultura[1] in Italia conta ad oggi ben 22mila vini e 2485 aziende in guida. Ma come fare a scegliere la bottiglia che fa al caso vostro?

Un punto di partenza è innanzitutto la qualità, definita secondo un sistema piramidale in cui troviamo le eccellenze del made in Italy distinte secondo le seguenti denominazioni:

  • IGT (Indicazione Geografica Tipica)
  • DOC (Denominazione di Origine Controllata)
  • DOCG (Denominazione di Origine Controllata e Garantita)

Si contano ben 521 vini[2] che possiedono queste qualifiche, di cui 330 DOC, 118 IGT e 73 DOCG. La maggior parte appartiene al Piemonte[3], che si configura come una delle regioni leader per la produzione enologica, seguita dalla Toscana.

I migliori vini italiani

È importante scegliere attentamente il tipo di vino, a seconda di è composizione, caratteristiche organolettiche, vinificazione, invecchiamento, zona di produzione, gusto e profumo.

rossi degni di nota sono senza dubbio il Barolo, che presenta un notevole equilibrio tra le proprie componenti dure e morbide, che gli dona una distinta eleganza e raffinatezza, e il Barbera, tipico vino da pasto molto apprezzato nel Nord Italia per la sua acidità e tannicità. Segue poi il Chianti, tra i più rinomati vini toscani, che si presenta color rubino vivace, e la cui intensità si rispecchia anche nel gusto sapido, ma armonico. Un altro rosso da non dimenticare è l’Amarone, un vino passito secco che possiede la denominazione DOCG, prodotto esclusivamente nella provincia di Verona. Infine, il Nero d’Avola, eccellenza del Sud d’Italia, viene prodotto principalmente nei vitigni del siracusano e costituisce il fiore all’occhiello delle bottiglie siciliane[4], tanto da annoverarsi tra i prodotti enogastronomici mediterranei più apprezzati e pregiati.

Tra i bianchi ricordiamo invece il Verdicchio, di cui possiamo rintracciare innumerevoli etichette accomunate da profumi floreali e fruttati, e spesso marcate note minerali. Il Vermentino, poi, secco, morbido e delicato. Seguono il Falanghina, vivace e acidulo, e il Greco di Tufo (DOCG), intenso e fine, entrambi vini campani.

Per un gusto più distinto, troviamo poi il Prosecco, vino DOC tipico del Veneto e del Friuli Venezia Giulia, ma estremamente apprezzato a livello globale, tanto da aver addirittura superato lo Champagne per il numero di bottiglie vendute all’estero. Altro spumante da provare è il Franciacorta, che possiede invece la denominazione DOCG, prodotto nelle omonime colline bresciane.

[1] http://www.gamberorosso.it/it/notizie-vino/1046125-guida-vini-d-italia-del-gambero-rosso-2018-i-migliori-vini-d-italia-e-la-grande-degustazione

[2] http://www.ilsole24ore.com/art/impresa-e-territori/2013-04-06/anni-vini-142217.shtml?uuid=AbwakpkH

[3] http://www.wineacts.it/produzione-italia.html

[4] https://www.quattrocalici.it/vino-vini/nero-d-avola/