Da dove deriva l’origine del nome Prosecco

Da dove deriva l’origine del nome Prosecco

Origine nome Prosecco – Vinoteca Aldi

Il Prosecco è uno dei vini bianchi italiani più amati a livello mondiale. Secondo i dati riportati dall’ISMEA (Istituto di Servizi per il Mercato Agricolo Alimentare), questo prodotto ha registrato un aumento del 16% nelle vendite rispetto allo scorso anno, diventando il punto di riferimento enologico nazionale con un valore che si aggira intorno ai 750 milioni di euro.

Adatto per celebrare feste ed occasioni importanti, il Prosecco è oggi considerato un eccellente accompagnamento per ogni pasto, grazie al suo aroma fruttato e, al tempo stesso, leggermente zuccherato.

Origine del termine Prosecco

L’origine del termine Prosecco è ancora oggi molto dibattuta in quanto intreccia la antica tradizione locale friulana del vino Pucino, celebrato fin dai tempi degli antichi romani, e il nome che venne dato in seguito a questa particolare produzione enologica. Considerato uno dei vini bianchi italiani più apprezzati a livello mondiale, questo vino deve il proprio nome ad un piccolo paese nei pressi della città di Trieste dove viene prodotto.

Non a caso, tra i primi a testimoniare la nascita di questo termine per indicare il prodotto enologico frutto della lavorazione di uve Glera, è un gentiluomo britannico di nome Fyner Moryson: infatti, come era usanza alla fine del XVI secolo, anche lui si recò in Italia per conoscere le meraviglie del nostro Paese, apprezzando in particolare la varietà dei vini italiani. A questo proposito scrive:

L’Histria è divisa tra il Forum Julii e l’Histria propriamente detta. Qui cresce il vino Pucinus, ora chiamato Prosecho, assai celebrato da Plinio”.

Ecco quindi spiegata la sovrapposizione tra il vino Pucino celebrato da Plinio il Vecchio – storiografo romano – e il Prosecco come lo intendiamo oggi. In sostanza a Trieste venne percepita la necessità di dare un nome specifico al vino prodotto localmente – il prosecco – rispetto a quello tipico delle zone limitrofe dell’Istria e della Gorizia: tra tutte le tipologie enologiche della zona, la scelta cadde proprio su questo tipo di spumante in relazione alla Torre di Prosecco. Questa struttura, nota anche come Castello di Moncolano, era stata costruita – per la sua vicinanza con il mare – agli inizi del 1.300 con la funzione di difesa delle zone limitrofe che, già allora, erano note e particolarmente rinomate per la produzione di vini eccellenti.

Storia del Prosecco

L’origine del Prosecco è molto antica e il suo vitigno di provenienza – il Glera – era già noto all’epoca degli antichi Romani, che lo utilizzavano per produrre un particolare vino bianco denominato “Pucino”. Il Prosecco-Glera per come lo conosciamo oggi, invece, è stato prodotto solamente a partire dall’inizio del 900 concentrando la coltivazione in specifiche zone del Nord Italia adibite alla produzione delle uve da cui si origina uno dei prodotti nostrani più noti nel panorama enologico mondiale.

Il Prosecco, prodotto con uve a bacca bianca, deve il proprio nome da un piccolo paese nei pressi della città di Trieste dove viene coltivato. Nello specifico, si possono individuare alcune province specializzate nella produzione di Prosecco e, in particolare, delle uve Glera da cui nasce questo vino DOC: Treviso, Venezia, Vicenza, Padova e Belluno in Veneto; Gorizia, Pordenone, Trieste e Udine in Friuli. Oltre al Prosecco, nel trevigiano viene prodotta anche un’altra varietà vinicola: il Conegliano-Valdobbiadene Prosecco Superiore, un prodotto DOCG da non confondere con il Prosecco DOC nonostante la medesima provenienza da uve Glera. Al naso si presenta con note fruttate e floreali; in bocca è secco e deciso, ottimo da gustare con aperitivi a base di salumi e formaggi.

Caratterizzato da un color giallo paglierino, il Prosecco DOC presenta un gusto zuccherino bilanciato da una leggera acidità, che lo rendono piacevole al palato e particolarmente fresco. Il metodo utilizzato per la sua produzione è il cosiddetto metodo Martinotti-Charmat, basato su un processo di rifermentazione. Tale processo avviene in un’autoclave (cioè in un recipiente di acciaio di grandi dimensioni) pressurizzata e a temperatura controllata per un periodo che va dai 30 giorni ai 6 mesi, durante il quale, grazie all’azione dei lieviti, lo zucchero viene trasformato in alcol e anidride carbonica.

Dal metodo Martinotti si originano diverse tipologie di Prosecco, tra le quali si segnala una varietà perfetta soprattutto per feste o serate in compagnia di amici e parenti: il Prosecco Millesimato. Dal francese millésime (annata), il termine millesimato viene dato agli Spumanti e Prosecchi prodotti con vini della stessa annata, ossia con almeno l’85% di uve vendemmiate nello stesso anno.

Il Prosecco Millesimato è un vino particolarmente indicato per accompagnare aperitivi, antipasti di vario genere e primi e secondi a base di pesce. All’olfatto presenta le note fruttate tipiche del Prosecco, mentre al palato si distingue per il suo sapore leggermente frizzantino e per il suo retrogusto di mela, pera e pesca bianca.

Tipologie di Prosecco

In base al processo produttivo, oltre al Millesimato, possiamo individuare tre diverse tipologie di Prosecco:

  • Prosecco Spumante: si parla di Prosecco Spumante quando il vino fermo viene messo in grandi contenitori d’acciaio dove viene sottoposto ad uno specifico processo di rifermentazione che, tramite l’aggiunta di zucchero e lievito, permette la formazione delle famose “bollicine”. La temperatura alla quale servirlo dovrebbe restare sempre tra i 7° C e i 10° C. In base al contenuto zuccherino, il Prosecco Spumante può essere: Dry, con sostanze zuccherine comprese tra i 17 e i 32 grammi per litro; Extra-Dry, se lo zucchero al suo interno è tra i 12 e i 17 grammi per litro; Demi-Sec, quando il contenuto zuccherino è compreso tra 32 e 50 g/litro; Brut, con una quantità di zucchero inferiore ai 12 grammi per litro.
  • Prosecco Frizzante: è caratterizzato da un livello di effervescenza minore rispetto a quello spumante, in quanto l’anidride carbonica prodotta a seguito della seconda fermentazione del vino non genera una quantità elevata di “bollicine”, rilasciando una leggera effervescenza. Il Prosecco Frizzante ha un colore giallo chiaro e un sapore fresco e fruttato. Il suo gusto leggero lo rende un vino perfetto per gli aperitivi e si sposa magnificamente sia a piatti raffinati sia a pranzi veloci. La temperatura di servizio è tra i 6° C e gli 8°C.
  • Prosecco fermo o “tranquillo”: il nome di questo vino è da ricollegare alla totale mancanza di perlage. Alla vista si presenta di un delicato giallo paglierino con riflessi che tendono al verde; le note fruttate di mela e melone, unite al bouquet floreale di rose e fiori di campo, si accompagnano ad un gusto gradevole e particolarmente fresco. L’ideale è abbinarlo ad antipasti leggeri, primi piatti poco elaborati o secondi a base di carne bianca, così da non coprire il sapore delicato di questo prodotto enologico. Servitelo ad una temperatura tra gli 8°C e i 10°C.