Effervescenza e bollicine nei vini

Effervescenza e bollicine nei vini

Perlage: le bollicine nei vini

Amate da molti perché sinonimo di festa e allegria, le bollicine nel vino sono senza dubbio le protagoniste indiscusse di feste di compleanno, lauree e altri momenti che meritano un brindisi.

Il momento del brindisi è senza dubbio uno dei più emblematici di ogni occasione festiva, si tratti di un matrimonio, di una laurea o anche solo di un compleanno, tanto che molte persone scelgono di pronunciare un discorso e ringraziare gli invitati proprio prima di levare i calici con loro.

Come nascono le bollicine nel vino

Pur essendo uno degli elementi che rendono più riconoscibile un vino dall’altro, non tutti sanno da cosa hanno origine le bollicine e quali dovrebbero essere le loro caratteristiche in un vino frizzante di qualità.

Vi siete mai chiesti come nascono le tradizionali bollicine dello champagne, immancabili in qualsiasi brindisi che si rispetti?
All’origine di questo fenomeno c’è una legge della fisica, denominata Legge di Henry dallo scienziato che la scoprì nel 1803. Questo principio della termodinamica regola la solubilità dei gas nei liquidi e stabilisce che l’anidride carbonica – rimasta intrappolata all’interno del vino durante la fase della seconda fermentazione – risalga in superficie sotto forma di gas per compensare la perdita di pressione.

Questo determina il fenomeno delle micro-bollicine, legate l’una all’altra come piccole perle: da qui il termine perlage usato per indicare l’effervescenza di un vino. Oltre a creare questo suggestivo effetto, l’anidride carbonica modifica i parametri della bevanda, ne esalta i profumi ed è una componente essenziale di qualsiasi degustazione.

Infatti il sommelier – nell’assaggiare le diverse varietà di vino – deve prestare particolare attenzione alla presenza di CO₂ esaminando come si presenti il perlage della bottiglia: se le bollicine sono di piccole dimensioni, appaiono molto concatenate l’una all’altra e risalgono verso la superficie ad un’alta velocità, si tratta di un vino di qualità buona o eccellente. Al contrario, se la flûte presenta bolle dalla forma ingrandita – che si muovono lentamente e senza legarsi alle altre – significa che la varietà di vino non è di altissimo livello.

Possiamo quindi dedurne che le bollicine non soltanto sono un delicato sfizio in grado di esaltare il sapore della maggior parte dei vini, ma si rivelano anche particolarmente utili a valutare la qualità della bevanda alcolica degustata. Inoltre, il perlage – più o meno accentuato – dei vini frizzanti è un indice che permette di classificarli in frizzantini, frizzanti e spumanti veri e propri.

I vini frizzanti e molto frizzanti possono a loro volta essere distinti in quattro categorie in base al loro residuo zuccherino, responsabile del loro inconfondibile gusto dolce e avvolgente: Extra Dry, Dry, Extra Brut e Brut.

In Italia, sono particolarmente diffuse varietà di vino rosso frizzante come il Lambrusco, di vino bianco come il Pinot Nero e – per le occasioni più importanti – spumanti come il Prosecco e il Franciacorta.

Il bicchiere per valorizzare il perlage del vino

Per poter degustare nel migliore dei modi le bollicine è fondamentale servirle all’interno di un calice che sappia valorizzarne il perlage: del resto la forma stessa del bicchiere potrà valorizzare il liquido che contiene, esaltandone alcune componenti piuttosto che altri.

La prima caratteristica fondamentale è la trasparenza del bicchiere: per questo sarebbe ottimale servirsi di uno in cristallo oppure di quelli in vetro, purché siano ben puliti e non presentino residui di polvere. Per quanto riguarda la è possibile scegliere tra:

  • Flute: si tratta di calici dalla forma cilindrica che si sviluppano soprattutto in altezza piuttosto che in larghezza. Grazie a questa particolare conformazione sono ideali per favorire il perlage, facendo in modo che le bollicine corrano dal fondo fino alla cima.
  • Coppa Champagne: rispetto alla precedente presenta una forma completamente diversa. Infatti il corpo del bicchiere è ampio e la superficie di contatto è maggiore; grazie a questi elementi la componente acida presente nello spumante viene notevolmente esaltata.

Unitamente alla scelta della giusta forma del bicchiere è fondamentale assicurarsi che la temperatura di servizio sia consona a quanto richiesto dallo Spumante. Inoltre, è opportuno non tenere il bicchiere attraverso il corpo, ma preferibilmente per lo stelo: in questo modo evitando il contatto tra il calore delle dita e il liquido – potrete mantenere la temperatura perfetta per poter gustare al meglio le proprietà organolettiche dello Spumante.

Infine, per apprezzare appieno il perlage del vino, è possibile accompagnarlo ad antipasti gustosi e anche particolarmente “grassi”: infatti saranno proprio le bollicine ad aiutare a “ripulire” il palato donandogli freschezza e una piacevole sensazione di effervescenza.